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Introduzione
Legislazione
Rotazioni
Condizioni del suolo
Preparazione del letto di semina e semina
Fertilità
Controllo erbe infestanto
Irrigazione
Malattie e patogeni
Varietà
Fenologia
Raccolta
Aspetti legati alla catena
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Introduzione
In alcune province italiane (Bologna, Ferrara, Caserta, Torino) la coltivazione della canapa ha avuto notevole importanza fino alla seconda guerra mondiale. In seguito, la competizione delle fibre sintetiche e di altre fibre naturali a minor costo, ne ha determinato la progressiva ma inesorabile scomparsa. Negli ultimi decenni l’applicazione dell’art. 26 della legge n. 685 del 22 dicembre 1975, che regolamentava la coltivazione di specie da droga, ha di fatto impedito una possibile ripresa della coltura da fibra. E’ solamente dal 1998, grazie alla Circolare Ministeriale n. 734 del 2/12/ 1997 (G. U. n. 62 del 16/3/1998) che è di nuovo permessa la coltivazione di canapa da fibra a chi dispone di un contratto di ritiro della coltura da parte di un trasformatore industriale. |
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“Le principali operazioni da svolgere per la coltivazione della canapa (aratura, preparazione del letto di semina e semina) sono comuni ai diversi processi produttivi, mentre i fattori agronomici come densità di semina, epoca di raccolta e tecnica di raccolta si differenziano in funzione della destinazione finale d’uso.” |
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Legislazione
L’Unione Europea nei primi anni ’70 ha istituito l’organizzazione dei mercati (O.C.M.) del lino e della canapa con il regolamento (CEE) n. 1308/70 del Consiglio del 29 giugno 1971 che ha portato alla strutturazione, a livello nazionale, di alcune filiere.
Nel 2000 c’è stata la riforma dell’ O.C.M. con il regolamento (CE) n. 1672/2000 del Consiglio del 27 luglio 2000 che ha esteso il regime di sostegno di taluni seminativi (regolamento (CEE) 1251/1999 del 17 maggio 1999) ai produttori di lino e canapa.
Il regolamento n. 1673/2000 del Consiglio del 27 luglio 2000 ha istituito anche un regime alla trasformazione per il settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre che subordina la concessione dell’aiuto a determinate condizioni quali il riconoscimento dei primi trasformatori e l'obbligo di un contratto di acquisto della paglia da parte dei trasformatori stessi. La variazione dell’importo avviene in base al tipo di fibre (lunghe o corte) e viene anche fissato un massimale per gli aiuti in funzione delle superfici coltivate massime e dei quantitativi nazionali garantiti che per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa non sono più applicabili a decorrere dalla campagna 2006/2007.
Il produttore è obbligato ad usare esclusivamente sementi certificate ed aventi un contenuto in THC (Tetraidrocannabinolo) non superiore allo 0,2% (reg. CE . n. 1251/99 e successive modifiche). (lista delle varietà ammesse).
Tali disposizioni comunitarie sono state recepite con decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali l’ 8 marzo 2001. |
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Rotazioni
In considerazione dell’apparato radicale profondo, degli effetti rinettanti, delle lavorazioni profonde e delle laute letamazioni che venivano garantite a questa coltura, la canapa era inserita negli avvicendamenti colturali come coltura da rinnovo. E’ indicato che possa succedere a se stessa anche se normalmente veniva fatta precedere e/o succedere ad un cerale autunno-vernino. Il frumento si avvantaggia infatti della precessione a canapa come indicava Filippo Re nel 1806 ("metodo lucrosissimo e giudizioso che permette grandi recolti di grano") e come confermano rilievi e studi condotti fino ai nostri giorni (Gorchs e Lloveras, 2000), ma anche la canapa sembra avvantaggiarsi dalla precessione di un cereale autunno-vernino (Somma, 1923).
Essendo la canapa particolarmente sensibile a diserbanti residuali (in particolare utilizzati su mais o pomodoro) e potendo essere danneggiata da parassiti quali Pythium, Sclerotinia e Piralide si deve evitare di coltivarla in successione a colture infestate da questi parassiti (Rivoira, 2001). |
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Condizioni del suolo
La canapa è una coltura annuale che cresce durante la stagione calda. E’ stata coltivata a livello sperimentale in ambienti molto diversificati (dal Sud Africa alla Finlandia), ed ha provato di fornire rese interessanti in condizioni climatiche contrastanti. Tradizionalmente negli ambienti della pianura Padana la semina veniva effettuata alla fine dell’inverno (19 marzo, San Giuseppe). La temperatura minima di germinazione, 1°C, permette tuttavia di anticipare l’epoca di semina anche alla fine del mese di febbraio. Una emergenza rapida ed omogenea è garantita da una temperatura del terreno prossima ai 10°C. Temperatura minima per la fioritura è 19°C e per la maturazione 13°C.
La canapa cresce in diverse tipologie di terreni ma predilige quelli di medio impasto, profondi, freschi, non compattati, senza ristagno e ricchi di sostanza organica. |
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Preparazione del letto di semina e semina
La densità di semina è particolarmente importante per poter ottenere una buona emergenza e controllare lo sviluppo della pianta. Attualmente in Italia sono in corso coltivazioni di canapa ad elevata fittezza per cui vengono impiegati fino a 100 kg ha-1 di seme, che corrispondono a più di 500 semi germinabili per m-2, mentre impiegare 40-50 kg ha-1 (200 semi germinabili per m-2) sono sufficienti per ottenere una buona emergenza, steli di ottima qualità con un buon contenuto in fibra ed ideali per la tecnica di raccolta messa a punto dal progetto.
Le tecniche agronomiche (densità di semina, epoca di raccolta e tecniche di raccolta) si differenziano in funzione dell’utilizzazione finale degli steli e quindi della tipologia di filiera.
Diagramma: principali operazioni culturali per la coltivazione della canapa

“Nel diagramma vengono riassunte le principali operazioni da svolgere sia nella filiera tessile in funzione delle tre principali tecniche.
La tecnica tradizionale sta gradualmente scomparendo dal panorama mondiale soprattutto per gli alti costi di manodopera alla raccolta e per le condizioni igenico-sanitarie della macerazione in acqua.
La tecnica della baby hemp dopo un primo momento di forte espansione (quasi 1000 ettari nel 2003 e nel 2004, dati ISTAT) ora riscontra un calo sensibile (50 ettari nel 2005, dati ISTAT), probabilmente dovuto alla scarsa qualità del prodotto ottenuto a seguito della macerazione in campo ed alle basse produzioni.
La tecnica Hemp-sys consente invece alte produzioni (figura sotto), una completa maturazione delle fibre e soprattutto, tramite la macerazione controllata, un prodotto omogeneo per l’industria di trasformazione. In questo momento l’assenza di un prototipo per la raccolta in grado di tagliare gli steli in due porzioni da un metro risulta essere il principale collo di bottiglia.”

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Fertilità
La coltura della canapa veniva un tempo lautamente letamata. Oggi i fertilizzanti comunemente impiegati apportano 150 kg ha-1 di N, 150 kg ha-1 di P2O5 e 100 kg ha-1 di K2O (Rivoira, 2001). La coltura è sensibile alla disponibilità di azoto e normalmente le colture scarsamente dotate si presentano ingiallite, con accrescimento stentato e disomogenee. Eccessi di azoto sono tuttavia negativi in quanto diminuiscono la quantità di fibra prodotta, aumentano la mortalità per effetto di un più intenso auto-diradamento ed accrescono le probabilità che la coltura si alletti in condizioni di forte vento. Sperimentazioni condotte recentemente nel bolognese hanno mostrato un incremento produttivo in biomassa secca degli steli di circa 20 kg per ogni kg di azoto apportato (Amaducci et al., 2003).
Tabella: asportazioni dei principali elementi nutritivi
N (Kg t-1 Dry Matter) |
10 - 15 |
P2O5 (Kg t-1 Dry Matter) |
3 - 5 |
K2O (Kg t-1 Dry Matter) |
15 - 17 |
CaO (Kg t-1 Dry Matter) |
15 |
MgO (Kg t-1 Dry Matter) |
2 – 3 |
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Controllo erbe infestanto
Se la canapa viene seminata in buone condizioni di terreno germina piuttosto velocemente ed in 3-4 settimane già raggiunge i 30 cm d’altezza coprendo subito l’interfila sopprimendo la luce alle infestanti limitandone lo sviluppo. |
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Irrigazione
L’irrigazione della canapa può essere considerata superflua negli ambienti del nord Italia mentre nel centro e nel meridione sono sufficienti volumi stagionali rispettivamente pari a 1500 e 3000 m3 ha-1 (Rivoira, 2001). |
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Malattie e patogeni
Essendo la canapa particolarmente sensibile a diserbanti residuali (in particolare utilizzati su mais o pomodoro) e potendo essere danneggiata da parassiti quali Pythium, Sclerotinia e Piralide si deve evitare di coltivarla in successione a colture infestate da questi parassiti (Rivoira, 2001). |
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Varietà
La scelta della varietà risulta di fondamentale importanza per poter ottenere un buon risultato produttivo accompagnato da una buona maturazione delle fibre.
Dagli studi effettuati nel progetto Hemp-sys le varietà che meglio si adattano alle latitudini più alte sono risultate le monoiche, mentre le dioiche hanno dimostrato maggiore stabilità alle latitudini più basse.
Visualizza l'elenco delle varietà. |
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Fenologia
Simulazione della fenologia e della
produzione |
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Raccolta
La raccolta viene effettuata ad inizio fioritura femminile per le varietà dioiche e a piena fioritura per le varietà monoiche, le piante devono essere alte almeno 2 metri. La tecnica di raccolta messa a punto da questo progetto prevede il taglio degli steli in due porzioni da circa un metro ed adagiate parallelamente in andane. Gli steli, una volta essiccati, vengono raccolti con rotoimballatrici da lino.
La scelta di raccogliere le piante a piena fioritura è dettata sia da fattori fenologici (altezza delle piante) che da fattori qualitativi (maturazione della fibra).
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Aspetti legati alla catena
Aspetti di filiera:
a) La presenza di un primo trasformatore nella zona di produzione risulta di particolare importanza sia per poter ottenere i finanziamenti da parte dell’unione europea (regolamento CE n. 1673/2000) sia per poter abbattere i costi di trasporto del prodotto raccolto in campo.
Il ruolo del primo trasformatore è quello di fare una prima separazione fra le due componenti base dello stelo di canapa, ossia il tiglio,che contiene la fibra, e la parte legnosa interna detta canapulo.
Le attrezzature per poter effettuare questo tipo di operazione sono gli impianti di stigliatura da lino composti da due componenti principali, la prima rompe gli steli schiacciandoli e la seconda costituita da coltelli rotanti che hanno la funzione di pulire il tiglio dal canapulo ancora attaccato.
b) La coltivazione della canapa in zone prive del primo trasformatore risulta praticamente impossibile, occorrerebbe dunque una superficie minima di almeno 1000 ettari accompagnata da un investimento minimo da parte degli agricoltori per poter costruire almeno l’impianto di prima trasformazione (stigliatura). Per maggiori informazioni rivolgersi a www.gruppofibranova.com
c) Il seme risulta essere di difficile reperimento ed il maggiore produttore in Europa risulta essere la Fédération National Producteurs de Chanvre di Les Mans. I Italia è comunque possibile ottenerlo rivolgendosi sia ad Assocanapa che al gruppo Fibranova.
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